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martedì 10 settembre 2019

Er CID (delirio capitale)



Er Ducato era bucato
e ho dovuto prenne er Vito;
ma ho infrociato co’ ‘no Scudo
che m’ ha detto nudo e crudo:

-"Aò, ma come cazzo guidi?
ma i cartelli, nun li vedi?
c’è ‘no stop come ‘na casa
su sta cazzo de discesa!"

-"Sì, vabbè, te chiedo scusa,
mo però stai a fa ‘na prosa;
c'ho a frenata difettosa
e le gomme che nun fanno presa.

Famo er CID e annamo a casa
che ho da fa pure la spesa.
C’ ho mi moje che sta appesa
co' 'na gamba mezza offesa;

l’hanno presa sulle strisce
mentre usciva dalla chiesa;
e a me, che manco so credente,
m’è roduto doppiamente;

j’ho detto "ah, è questa a ricompenza
pe' chi vota l’obbedienza?"
Tutto er giorno a dì preghiere
pe' nun pottette manco più mòve?

Ma cor solito soriso
de chi è invaso dalla fede,
m’ha risposto "nun è er caso
de discute la credenza;

se tu proprio nun vòi crede,
lassa sta, nun mette er naso!
io so certa der mio dio
e so che quello, era er giorno mio!"
...

-"E menomale ch’ero io
che te stavo a fa la prosa;
me dispiace pe' la sposa,
ma che cazzo c’entra Dio?

M’ hai distrutto mezzo furgone,
mo' che c’entra a religione?
Fa sto CID e sgomma a casa
che te nun stai pe’ gnente bene".

-"Dici "cazzo" a ogni frase,
parli come Califano,
c ‘ hai er dizionario base
e dici a me che sembro strano?"

-"A morè, non ti allargare!
e te lo dico in italiano;
fai sto CID e vai a cagare
che mo’ me partono le mano!"

Su "le mano" ho sorvolato,
ho preferito non infierire;
anche perché, artro che "mano",
quelle erano du' pale.

Mezza frase in italiano
me la so fatta abbastare;
poi se stava pure a fa tardi
e me chiudeva er Carefure...

Tanto la soddisfazione
è stata fa partì er furgone,
guardà er suo, dar vetro, a pezzi
e incrociare er carattrezzi.

martedì 4 giugno 2019

Ma che m'è successo?




Ma che m'è successo?
Me chiedo mentre er sole cala giù
er più ber sipario rosso.
Ma che m'è successo,
si nun riesco più a emozzionamme
manco più pe' questo?
Uno dentro l'artro li guai se so stipati
dar più piccolo ar più grosso
e sto pòro còre pare diventato
na matrioska de dolore
e l'occhi arruzziniti dalle lacrime e dar sale
riescono a guardare solo passo passo
graffiati dalla sabbia che s'arza insieme ar vento
soffiato dalle labbra 
de chi me vòle spento.
Ma che m'è successo?
Me chiedo mentre er sole cala giù 
er più ber sipario rosso.
Ma che m'è successo,
si nun riesco più a emozzionamme
manco più pe' questo?
Ma attento a quer che sento atrraverso dune
armato dalla voja d'esse più contento
e so che innanzi ar mare ritroverò er coraggio
d' emozzionamme già dar prossimo tramonto.

venerdì 22 febbraio 2019

DA QUANDO CI SEI TU (semplice incidente di percorso)

Foto di Valentina Petroni

Da quando ci sei tu
mi fanno ancora più tristezza
i coriandoli per terra di un Carnevale
speso dentro a un Centro Commerciale.
Da quando ci sei tu
guardo più spesso in terra
per non incrociare i volti
di genitori troppo sorridenti.
Da quando ci sei tu
stringo sempre forte i denti
per trattenere le parole
che ucciderebbero chi ti guarda male.
Perché non sanno
quanto è puro e immenso il nostro amore
e quant’altra vita
si nasconde tra le tue stranezze
non sanno niente
dei nostri dialoghi in silenzio
e di quei pianti
senza più lacrime evidenti.
Perché si muovono
soltanto dentro a vite troppo uguali
e chi è diverso
è solo un semplice incidente di percorso.
Da quando ci sei tu
cambio sempre più discorso
con il vicino
o nelle uscite della scuola.
Da quando ci sei tu
penso a un posto più lontano
che non esiste
ma che mi aiuta a guardare avanti.
Da quando ci sei tu
sogno di essere immortale
o per lo meno
che un bel giorno ce ne andremmo insieme.
Perché non fanno
e non vogliono costruire niente
che ti sia casa
come l’abbraccio di tuo padre
perché si muovono
solo dentro a ciò che è conveniente
e chi si è perso
è solo un semplice incidente di percorso.

venerdì 8 febbraio 2019

E' ANDATA COME E' ANDATA

Ci saremmo lo stesso perduti,
ma comunque incontrati per strada;
ci saremmo trovati invecchiati
ed invece…
è andata come è andata.

Ci saremmo di certo scambiati
qualche faccina con la risata
messi tanti“mi piace”
ed invece…
è andata come è andata.

Io di voi non avrò mai
le espressioni che avreste cambiato,
non ho una vostra foto aggiornata,
ma ho solo l’ultimo saluto.

Ho le lacrime degli altri amici
in quell’ orrenda bella giornata,
ho il paradosso di quell’ inverno
nel sole di due soli giorni dopo.

E quell’eco che per anni ho ascoltato
di mio padre al ritorno che dice:
“ti han cercato quei tuoi cinque amici,
mentre eri alla partita”.
“ti han cercato quei tuoi cinque amici,
mentre eri alla partita”.

Ma per fortuna alla fine
ho imparato che tutto nella vita
va come deve andare e con voi
è andata come è andata.

venerdì 18 gennaio 2019

QUANDO PARLO D'AMORE (tra doppi sensi e citazioni) (18/1/2019)


Io qui che faccio tanto lo “sborone”,
come dite voi dalle tue parti,
mentre, come da noi diceva Albertone,
tu sarai almeno “la mia tre quarti”.

Ma non in senso dispregiativo,
come intendeva quella canzone,
e allora tu chiederai “ma in che senso?”
(come fa il Mimmo del film di Verdone).

Nel senso che io si, ti voglio un gran bene,
ma non riesco più a starti dietro
(che detta così.. vabbè, lasciamo stare
o corriamo il rischio di degenerare).

Ma allora, però, non si può più parlare
il doppio senso è sempre in agguato;
proviamo a fare le persone serie,
parliamo di noi, parliamo d’Amore.

"L’amore è una cosa meravigliosa!"
(ma questo era un film, o mille altre canzoni?)
"L’amore si ama, l’amore si odia"
(e sporchiamoci pure con Fiorella e Noemi).
"L' amore non esiste, ma esistiamo io e te”
(e qui concordo con i tre Gazzè).

E pensa che anch’ io ho scritto d’ Amore,
dicendo che “adesso si muore di fame”;
ma a parte me e chi poi l’ha cantata,
la conosceva soltanto il mio povero cane.

Lo so, son pesante, dispersivo e un po' scemo,
ma questo mi accade quando parlo d’Amore;
ho sempre il timore di esser banale,
di sbagliare i tempi, di sbagliar le parole.

Questo mi accade quando ho te qui davanti
che d’Amore non parli, ma lo offri ogni istante
e questa è la gran differenza tra noi:
“io che t' ho amato sempre e che non t’ho amato mai"..

Non potevo che chiuderla così, dai,
l’ Amore che provo per "il Poeta", d'altronde, lo sai.

UN DUE DI PICCHE PARTICOLARE