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domenica 24 dicembre 2006
LA SPESA DI SAN SILVESTRO (il mago e il bambino) (24/12/2006)
Il mago riordina la sua valigia,
alla fine dell'ultimo spettacolino;
raccoglie il cilindro con il suo ricavato,
più cinque centesimi caduti vicino.
Saluta un bambino con il cenno del capo,
e questi lo guarda, con la mamma per mano;
di fondo i rumori dell' ipermercato,
e nell'aria i pensieri della fine dell'anno.
E tra questi anche i miei, all'interno del coro,
perfettamente intonati, anche se solitari;
anche se illusi d'essere unici e originali,
sono lì a decidere se in bianco o col pomodoro.
Stanno lì, tra carrelli di panettoni scontati,
a rivedere una ad una le facce degli invitati;
e su ognuna di loro, ad appagliare preferenze,
per la scelta dei vini e delle pietanze.
Sono lì, a lungo andare, sempre meno pazienti,
con la coda dell'occhio sulla coda più breve,
a ripassar sulle dita, facendo due conti,
se han ricordato poi tutto, tra il mangiare ed il bere.
E finalmente l'uscita, con quella scena iniziale,
a portarli lontano, in un mondo più vago,
e a domandarsi se in fondo a quella vita così uguale,
preferirebbero essere del bambino o del mago.
sabato 23 dicembre 2006
CLOCHARD (23/12/2006)
Vi osservo;
mi rattrista l'idea che siate voi
a sorridere di me.
Incrocio lo sguardo dei vostri figli,
divertiti o intimoriti,
interrogarvi, poi, incuriositi.
E vedo la vostra benevolenza,
nelle risposte di circostanza,
per non turbarvi l'esistenza.
Poi, l'imbarazzante corsa,
verso un mondo senza occhiali,
a chi è il più uguale tra gli uguali.
E i vostri pacchi di Natale,
da incartare e poi scartare,
ringraziare e poi buttare.
E, in mezzo a tutti quei colori,
io, sicuro di trovare
cose adatte al mio campare.
Io, sdraiato alla stazione,
a vivere con passione
la mia scelta di ”barbone”.
Io, lontano dagli schemi,
dai miei figli e i loro cani,
e dal pensiero di domani.
Io, che vi osservo, senza scherno,
nel rispetto del vostro inferno
e della vostra strage al giorno.
Che sorrido ai vostri bimbi,
sperando un giorno, uno di loro,
vorrà sedersi qui, a chiacchierare...
sabato 16 dicembre 2006
POVERO AMORE (16/12/2006)
Povero amore,
caduto nella fogna del rancore,
e scava, e lotta, e grida, e si dimena,
ma è troppo buio e fondo lì, per risalir la china.
Povero amore,
piccolo insetto nella grande tela,
stremato si abbandona a quel destino,
guardando l'avanzare lento del suo assassino.
E pensa a quanto tempo gli rimane
per ricordare, per rivivere e sognare,
e per sperare che al''ultimo momento
qualche miracolo lo possa ancor salvare.
Povero amore,
a morte senza aver commesso il fatto,
ma vittima della sua stessa innocenza,
convinto che il suo essere, fosse già abbastanza.
sabato 9 dicembre 2006
ERA MIO PADRE (09/12/2006)
Dalle mie piccole braccia protese
che t'imploravano di sollevare,
al giorno in cui ti ho guardato sparire
nel suono elettrico di un avvitatore,
avrò ingerito milioni di parole
contribuendo a non migliorare
il nostro dialogo a senso unico
che aprivi, intento solo a giustificare.
Le tue azioni, con il tuo cuore,
abitavano troppo distanti tra loro,
così distanti, che per comprenderti,
ancora oggi mi tocca viaggiare.
Ma ci son tappe che però non dimentico,
come un abbraccio, ch'è forse l'unico,
che caricai zuppo di sentimento
per trattenerlo il più lontano nel tempo.
E tu diventavi così il mio bambino,
sciogliendoti in lacrime tra le mie braccia;
e io, abituato a vederti roccia,
mi accorsi lì ch'eri come stracchino.
Domani mio figlio chiederà di suo nonno,
magari dal letto, prima di prendere sonno;
ed io gli dirò, come inizio di fiaba:
”Era mio padre, il più buono del mondo”.
martedì 5 dicembre 2006
TRA LE SABBIE MOBILI E L' ISTINTO DEL VOLO (05/12/2006)
La radice del corpo sprofonda nel terreno.
L'energia del pensiero buca il nero del cielo.
E nel mezzo ci sono io,
che tento di equilibrare;
unico complice: un cuore,
con il suo battito regolare.
Così, ogni giorno,
mi ritrovo a lottare,
tra le sabbie mobili e l'istinto del volo.
E' da questa battaglia infinita
che un uomo comprende di essere solo.
domenica 3 dicembre 2006
COSA C'E' DI STRANO (03/12/2006)
Tra l'odore di vino di una fresca cantina...
sospinti dal vento su di un' altalena...
bagnati di mare in una spiaggia notturna...
aggrappati ad un ramo in un bosco di sera...
Coi nostri corpi attraenti, giovani e belli,
tu senza grinze, io con tutti i capelli...
con la nostra passione nel testosterone
e i nostri nervi obbedienti ad ogni occasione...
Sul cofano dell' auto impantanata in un prato...
nella lenta salita di uno stretto ascensore...
nella corsa veloce dentro il bagno di un treno...
sulla panca di un parco, incuranti e senza freno...
Ma in tutto questo, mi chiedo, cosa c'è mai di strano
quando il fisico tiene e i pensieri son zero...?
Tra bollette e scadenze, sai lo strano cos'é?
farlo ancora stanotte nel nostro letto e con TE.
venerdì 1 dicembre 2006
L' ALTRA FACCIA DELLA LUNA (01/12/2006)
L'altra faccia della luna
sfina l'ombra ad un dolore
mentre un grido senza voce
copre il tonfo di un sorriso.
Non esiste un paradiso
quando il cuore si è ferito,
quando il buio della mente
veste a nero i suoi pensieri.
E mi sembra proprio ieri,
con la luna rivoltata,
a dar luce ai miei colori
e ai tuoi occhi d'innamorata.
Ora vago senza meta
ritardando ad arrivare
con la luce delle scale
che mi acceca la salita.
E se questa è la mia vita,
proverò di nuovo a entrare
dalla porta e nel tuo cuore,
come quando sei arrivata.
domenica 26 novembre 2006
L' ANIMA DEI POETI (26/11/2006)
Marzia t'immagina volare
da sopra un letto di sasso...
sei unica per il Massimale,
quando si ama ed insieme si muore...
Ribelle e senza paura
per Halley non sembri mai doma...
mentre Giulia da sempre ti cerca
e, finalmente, fra tanti sassi ti trova...
Contrastante e misteriosa magia
nei tormenti di una Coccinella...
e un trasparente mantello all'interno
che sussurri ad Alessia e al suo cuore...
I poeti ti hanno creato
per dare un nome alla loro ispirazione...
mentre io, un po'stanco e annoiato,
per trovarti ti ho dovuta rubare.
martedì 21 novembre 2006
IL PIACERE DI SOFFRIRE (21/11/2006)
Offesi una lacrima negandole di uscire;
si vendicò per notti non facendomi dormire;
chiamò le sue sorelle che non smisero di arrivare
e i pensieri, suoi fratelli, per affondare nel particolare.
Allo stremo delle forze, mi arresi al suo volere,
giurandole mille volte di non ripetere l'errore;
le promisi di parlare al mio orgoglio sprovveduto
che' l'avrebbe lasciata esprimere qualora fosse ritornata.
Ma non avevo fatto i calcoli con il piacere di soffrire
che si annida negli ostacoli e li stimola a non mollare;
che s'insinua nella mente e la spinge dal lato opposto
a ciò che il tuo volere debole può sostenere.
Così mi trovo a salutare un'altra storia a cuore duro,
con la lacrima infuocata dalla rabbia dietro agli occhi;
e chissà per quante notti tornerà a farmi penare...
ma il piacere di soffrire, è ancor più forte del dolore.
domenica 19 novembre 2006
L' UOMO CHE AMA SCRIVERE POESIE (piccola storiella moderna) (19/11/2006)
Pensavano che l'uomo che ama scrivere poesie,
non sarebbe stato in grado di mandarli mai a cagare...
quando invece ciò è successo, son rimasti lì a guardare
la propria e le altrui facce, senza più niente da dire...
Credevano che il mondo fosse di chi fa il muso duro
e chi si scusa o piange, o è un coglione, o non è un uomo...
poi, tu, con due parole, gli hai buttato giù quel muro,
e son rimasti inermi, dentro a uno scenario nuovo...
Perché quell'uomo mite che ama scrivere poesie,
ha in più due occhi grandi, piazzati sopra al cuore,
che scrutano l'essenza di ciò che è manifesto,
e il suo parlar diretto trafigge in fondo al petto.
E chi non sa capire e spruzza merda su di lui,
trova facili alleati dispersi nella massa,
perché ci vuole meno a esser tanti sopra un treno,
anziché a piedi e soli lungo una strada disconnessa.
lunedì 13 novembre 2006
A FINE CENA (13/11/2006)
Scuoto la testa mentre giro il caffè
e prima di berlo attendo la fine
di un'altra notizia dal sud del mondo
che l'uomo di vetro conclude con ”bene”!
E mi sento affondare nel mio deglutire
attorniato dai volti neanche più disperati,
tanto hanno creduto, tanto hanno gridato,
aggrappati allo zoom di un lunghissimo istante...
Ed io bevo il caffè, finita la cena,
mentre l'uomo di vetro, sorride cordiale
ed annuncia distino le previsioni del tempo...
poi sorrido a mio figlio... e lo porto a dormire.
domenica 12 novembre 2006
CONCETTO STRANO (12/11/2006)
Il primo panno che mi avvolse...
il primo abbraccio di mia madre...
il primo sole che mi colse...
il primo odor di primavera...
la prima notte che non ho pianto...
il primo passo senza aiuto...
il primo giro sulla giostra...
il primo giorno di fronte al mare...
il primo fratello che ho ricevuto...
poi la sorella che ci ha seguito...
la prima bici per Natale...
la prima promozione...
il primo cuore che ho disegnato...
il primo battito veloce...
la prima corsa verso casa...
la prima notte che non ho dormito...
e potrei continuare ancora
per tutte quelle prime volte
che mi sono innamorato
di ogni cosa della vita...
tra le quali c'è anche quella
del primo bacio sulle labbra
e della prima donna
che mi ha detto come fare...
ma dar loro più importanza
mi appare troppo irrispettoso
verso tutti i primi amori
che la vita mi ha regalato...
e se non ho capito il tema,
vi pregherei di perdonare
chi dell' amore ha un concetto strano
e non lo vuol catalogare.
venerdì 10 novembre 2006
TENDENZA (10/11/2006)
Con sforzo sovrumano
attraverso il limite
della mia tendenza
e mi ritrovo solo,
impaurito e disarmato
in un paese sconosciuto.
Vorrei tornare indietro
e battere quelle strade
che conosco così bene...
ma una forza anomala
mi prende per le spalle
e mi spinge avanti.
Con grande meraviglia
la gente mi sorride,
mi rispetta, mi applaude;
così prendo coraggio
ed il mio passo incerto
diventa corsa.
mercoledì 8 novembre 2006
AL SITO (08/11/2006)
Nei vostri cuori, dischiusi ad invitare,
vi entro discreto;
come da dietro il tendone di un cine
a film iniziato.
Ascolto rapito, immaginando le voci,
i volti e le scene,
e rimango a riflettere, sui titoli di coda
delle vostre storie.
Poi esco in silenzio, arricchito di vita
e pronto a ricambiare
attingendo dal fondo semplici parole,
ma immensamente sincere.
Così spengo le luci, si cala il brusio,
e il mio film può iniziare...
prego signori, potete immaginare...
prego signori, lasciatevi rapire...
martedì 7 novembre 2006
GIORNO DOPO GIORNO (07/11/2006)
Giorno dopo giorno,
azione dopo azione,
pensiero su pensiero,
parola con parola.
Ci si ritrova grandi
senza sapere come;
senza sapere ”grandi”
che cosa voglia dire.
Noi gente delle code
dei passi a piè veloce
dei week-end sui prati
delle uscite di scuola.
Giorno dopo giorno,
come una piantina
che sembra sempre uguale
ma cambia ogni ora.
Ci si ritrova tutti
all’angolo del mondo
a raccontarci storie
diverse ma uguali.
Noi senza notizia
nascosti dagli eccessi
di chi tra bene e male
ha bisogno di mostrarsi.
sabato 4 novembre 2006
CON IL FUMO CHE SALE (04/11/2006)
Fammi esplorare,
come un segugio, al rallentatore,
ogni tuo odore,
con gli occhi chiusi ad immaginare...
Ferma così,
lasciati sciolta da ogni ”dovere”;
fà che sia io
stavolta
a portarti a fare un bel giro.
E ascolto la musica del tuo vibrare...
e stringo le mani ai tuoi nervi sospesi...
mentre tintinno colpetti sicuro
là dove nasce e finisce il tuo volo.
Eccoti qui,
ubriaca e bellissima, felice e distesa,
che mi sorridi
illuminata, soddisfatta, sorpresa...
poi scendi giù,
pronta e sicura a ricambiare il piacere,
ma non c'è fretta...
mi alzo e mi accendo una sigaretta.
E rimiro il tuo corpo sontuoso e perfetto,
io nudo sulla sedia, tu nuda sul letto,
in silenzio, a guardarci diritto negli occhi,
con il fumo che sale...
mercoledì 1 novembre 2006
TARME E POLVERE (01/11/2006)
Un giorno tarme e polvere
saranno state inesorabili
e avranno dato ai nostri libri
l’aspetto greve e malinconico.
Tuo figlio, forse, li avrà con se
su in soffitta o giù in cantina
(se questi termini tra mezzo secolo
saranno ancora comprensibili) .
Me lo immagino con gli occhiali
-ma non ho idea di che modello-
sfogliarli in fase di trasloco
ancora incerto se buttarli.
E soffermarsi su una pagina
passando il dito sulla dedica:
”Grazie per questa grande gioia”
Sei Novembre Duemilatre.
martedì 31 ottobre 2006
RIVALSA (31/10/2006)
Quante volte
avrei affrontato il mare
e camminato
fino in fondo a quel dolore
per poi arrendermi
alla sua supremazia;
quante volte
me ne sarei volato via...
Ma la vita
è la femmina più troia
che più ti snobba
e più la "devi" conquistare;
così l'orgoglio,
la testardaggine e la rabbia
sono la zattera
su cui continui a navigare.
E poi c'è il giorno
che ti siedi a far due conti
e ti sorprende
tutto quel che hai guadagnato;
gonfio nel petto
e col sorriso a pieni denti
passi davanti
a quella troia che hai domato.
.
lunedì 30 ottobre 2006
RICCARDO (30/10/2006)
Da quando mi alzo
a quando ritorno,
nemmeno un secondo
è senza di te:
sorrido e ricordo,
immagino e spero,
e l’ansia che provo
è solo per te.
Minuscolo e allegro,
istinto e mistero,
mentre il mondo intero
pensa solo per se.
Scruto nel cielo
cercando una strada
che possa tenerti
lontano dai guai.
Questa importanza
devastante che hai,
fa uno scontro frontale
con la tua fragilità.
Ma proteggerti è tutto
e solo ciò che si può;
il resto è nel disegno
che avrai avuto e che avrò.
domenica 29 ottobre 2006
IL NOSTRO AMORE (29/10/2006)
Se fossi più capace a fatti che a parole
a dimostrarti quanto ancora tengo al nostro amore,
vedrei i tuoi occhi accesi e pieni di futuro
al posto di uno sguardo distante ed insicuro.
Se avessi l'io più piccolo e un po' più grande il cuore,
mi lascerei più ore da dedicare a te
anziché rincorrere le cose che "ho" da fare
per poi star qui da solo a pettinare me.
E dire che in un tempo non troppo lontano,
pensavo alla mia sposa come la fortunata,
colei che avrei tenuto stretta tra le bufere
e sostenuto a oltranza nel suo fragile cadere.
E che col mio spiccato lato femminile,
l'avrei compresa a fondo e aiutato a risalire,
anziché guardare altrove aspettando lo svilire
della tumultuosa rabbia da cui ti fai investire.
Ma ingannavo me ancor prima di te,
credendomi sensibile a un punto invulnerabile,
senza aver fatto i conti col mondo responsabile,
che in un vortice di regole si fotte i tuoi perché.
Ma ancora tu sei qui, sdraiata accanto a me,
che pur nel sonno tenti di comprendere e accettare
cercando di capire, tra i tuoi modi di fare,
quale migliorare per salvare il nostro amore.
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