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giovedì 11 ottobre 2012

STATO IMPURO

Poi la domenica vai a messa
dopo averla messa in culo
a tutta quella enorme massa
detta “Popolo Italiano”.
Paese che ha, nel suo destino,
la divisione allo stato puro
e che subisce, come effetto,
la guida di uno Stato Impuro!

Ma tu chissà per cosa preghi
quando davanti a Dio ti siedi?
E chissà, poi, se a Dio ci credi?
Di certo Lui non crede in te.

Te che ti sei sempre piazzato
in prima fila ai funerali
di gente che non conoscevi
ma che hai ammazzato con le tue mani.
Te che hai giurato innanzi a Lui
di avere cura degli italiani
per poi fregargli tutto il domani
ed arricchirti per cazzi tuoi!

Almeno, io, sono sincero
e dico che io a un Dio non credo;
non entro in chiesa a far pagliacciate,
non ho facciate, io, da salvare.
Io da salvare ho solo un culo,
ma non vengo certo a dirlo a te;
sia mai che un giorno mi promettessi
di volerti prendere cura di me!

Come fai quando manifesto,
per preservare un mio diritto
e tu mi mandi un poliziotto
a tutelar lo svolgimento;
salvo poi a ribaltar la scena,
semmai il diritto lo invoco troppo
e il manganello sulla mia schiena
ora è a difesa del tuo privilegio.

Adesso ti alzi a capo chino
e ti genufletti sotto la croce;
ma se quell’ uomo fosse ancor vivo,
ti caccerebbe da casa sua.
Peccato solo che questa chiesa
è anch’ essa marcia come te...
e se quell’ uomo fosse ancor vivo,
lo griderebbe insieme a me!

martedì 24 luglio 2012

L' ULTIMA PISCIATA (25/7/2012)


Buongiorno amico mio,
ti trovo ancora bene,
nonostante gli anni,
i pensieri e le catene,
hai la testa lucida,
ti tieni su da solo
e ancora hai tanta forza
che spaccheresti il muro.
Ricordi le battaglie
che abbiamo fatto insieme?
Qualcuna l'abbiam persa
ma ci possiamo stare;
all'inizio è stata dura,
non ci conoscevamo,
poi siam cresciuti ed ora,
ora siam quello che siamo:

due viscerali complici
uniti e inseparabili
unici e inimitabili
e col medesimo destino:
quello di condividere
la fase del declino
e la stessa data
dell'ultima pisciata.

Buongiorno amico mio,
perdonami la fretta
ma ho da far parecchio
e non posso darti retta.
Lo so che tu al mattino
sei vispo e vuoi giocare
ma io ho un impegno serio
e non ti posso accontentare.
Anzi, ti pregherei
di darti una calmata
e di ritrarti un poco
sennò sbagliamo mira
e poi nostra signora
si arrabbia e per dispetto
stasera si addormenta
e a noi ci manda in bianco.


L'ultima pisciata - Poesia di Daniele Piredda (Amicizia)

domenica 19 febbraio 2012

Camminando a piedi (19/2/2012)

                                             

                                                           
Camminando a piedi penso,
penso meglio e scopro il mondo:
mezzo euro e una siringa,
stronzi di cane col padrone stronzo.
Mio nonno non aveva i mezzi
eppure andava a lavorare
sempre preciso, sempre ordinato,
sorridente e sempre puntuale.
Dicon che i tempi son cambiati,
io dico che siamo cambiati noi;
ma quale giudizio, ma che paternale,
non dico ch’è un bene, non dico ch’è un male,
rifletto solo su cosa puntare
per mantener l’ equilibrio tra il finto e il reale,
tra ciò che risulta davvero essenziale
e ciò che ho deciso che invece lo sia.
Perché questa casa non è casa mia
anche se la mia vita è da qui ch’è partita
e se un giorno diranno “lei deve andar via”
non vorrei dei ricordi farne una malattia.
E questo mio vizio che chiamo poesia
È solo un pretesto per poter andar via;
di reale c’è il pane da mangiare ogni giorno
per il quale m’ induco al sofferto ritorno.
Camminando a piedi penso,
penso meglio e vivo il mondo
uno scontrino, una bottiglia

UN DUE DI PICCHE PARTICOLARE